Barriere al fumo e al fuoco

Cortine a soffitto

L’analisi di come l’incendio può svilupparsi all’interno di un edificio mette in risalto l’importanza di evitare che i gas caldi, raggiunta la copertura o la soletta, possano correre in tutte le direzioni. Le cortine a soffitto hanno la funzione di compartimentare i volumi per trattenere in un ambiente ristretto i fumi ed i gas caldi che salgono dal focolaio al soffitto. Sono quindi elementi che possono trovare la loro collocazione tanto in un Sistema di evacuazione naturale di fumo e calore quanto in un Sistema di evacuazione forzato di fumo e calore. Per comprendere meglio il fenomeno, si ricorre al paragone con l’acqua che riempie un bacino e poi deborda. Così i compartimenti a soffitto si chiamano anche vasche rovesce.

DSC00960Quanto grandi devono essere questi comparti a soffitto? Si vuole che in media i gas caldi non corrano per più di 20m, da qui la superficie media del comparto è di 40 x 40 m, 1600 mq. Le strutture che sostengono la soletta o la copertura, le compartimentazioni interne, le strutture per il magazzinaggio o per il sostegno di impianti possono già creare i comparti a soffitto che si possono migliorare con l’aggiunta di barriere al fumo. Maggiore il volume del comparto a soffitto, più grande la sicurezza. Le cortine a soffitto sono necessarie per creare la compartimentazione a soffitto. Devono essere leggere, di facile installazione, facili da tenere in ordine. Parallelamente alle prime applicazioni con le lastre tradizionali resistenti al fuoco sono comparsi sul mercato nuovi prodotti, come i tessuti con fibre di vetro. Questi ultimi trovano un impiego sempre maggiore perché leggeri, flessibili e con buon comportamento alle alte temperature.

Lo studio di questa importante applicazione e lo sviluppo rapido di nuovi materiali ha generato la nuova norma di prodotto UNI EN 12101-1, che definisce le caratteristiche del prodotto le prove alle quali è sottoposto e presenta anche alcuni tipi di applicazione.

cortineSoffitto_2E’ importante rimarcare che è norma di prodotto, uguale per tutti i paesi europei. La norma in Italia è presente con la veste UNI – EN 12101 – 1. E’ una delle norme del gruppo EN 12101, sui sistemi di controllo dei fumi e dei gas caldi negli edifici. La norma divide le cortine a soffitto in due classifiche, in base alla prova di resistenza al fuoco. Il materiale è posto a chiudere la bocca del forno di prova e testato a due diverse temperature. Se l’aumento della temperatura è portato a 600°C si ha la classe D. Se l’aumento della temperatura nel tempo non viene bloccato a 600° ma in tre ore raggiunge e supera 1000°C si ha la classe DH. Le barriere al fumo trovano largo impiego nella compartimentazione a soffitto di ambienti di grandi dimensioni .

Per esempio magazzini, centri logistici, reparti di produzione. Ambienti ad un piano, alti in media tra 5 e 10 m, con superfici anche superiori a 10.000 mq. In caso d’incendio difficilmente saranno sottoposte a temperature superiori a 450 – 500°C. La pressione dei gas caldi non sarà superiore a 5 Pa. Questo limite è assicurato dall’azionamento di un efficace sistema di evacuazione fumo e calore. La classificazione del prodotto arriva fino a D 120, resistendo a 600°C per 2 ore. Per lo stesso tempo non passaranno più di 20 mc/h di fumo per mq di barriera (permeabilità del materiale). Le altre classi sono D30, D60, D90.

La barriera può essere flessibile o rigida, fissa o mobile. La barriera montata sarà senza passaggi aperti. E’ tuttavia consentito che per singola barriera si possano avere passaggi per 0,5% della superficie. Nella progettazione è necessario prevedere i valori di pressione che possono raggiungere i gas caldi sulla barriera. Poiché le pressioni possono arrivare in certi casi a 20 Pa, è necessario tenerne conto. I campi di applicazione sono i più diversi, e la nostra esperienza è a vostra disposizione.